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Regolamento

REGOLAMENTO ANNO SCOLASTICO 2009 – 2010

art. 1

Formazione delle sezioni di scuola dell’infanzia

1. Si considera il numero complessivo delle iscrizioni rispetto al numero delle sezioni per determinare la composizione numerica di ogni sezione;

2. Si garantisce un’equa suddivisione del numero dei bambini e delle bambine in ogni sezione;

3. Si procederà ad un’equa distribuzione dal punto di vista numerico nelle varie sezioni dei bambini stranieri;

4. Si terrà in considerazione, per quanto possibile, il quartiere di residenza;

5. Si terrà in debita considerazione il numero dei bambini provenienti dal nido;

6. Si eviterà che un bambino cambi sezione più di una volta nel triennio;

7. Il D.S. o un suo delegato saranno presenti in tutte le fasi della formazione delle sezioni;

8. Si consentirà l’inserimento nella stessa sezione dei fratelli, se richiesto dalle famiglie, entro un numero ragionevole e solo in caso di titolarità delle stesse insegnanti;

9. Eventuali richieste dei genitori di indicazione della sezione non sono vincolanti.

10. le sezioni formate in giugno non possono subire variazioni durante l’estate su richiesta dei genitori (salvo casi documentati e approvati dal Dirigente)

art. 2

Modalità di inserimento alla scuola dell’Infanzia

L’attività presso le scuole dell’infanzia andrà a regime dopo due settimane: nel corso della prima settimana la scuola rimarrà aperta dalle ore 8 alle 12 senza servizio mensa; gli alunni di 3 anni accederanno dal secondo giorno e si fermeranno per un tempo da concordare con le famiglie caso per caso.

Nella seconda settimana verrà introdotto il servizio mensa per i bambini di 4 e 5 anni e le attività cesseranno alle ore 13. Per i bambini di 3 anni rimarranno validi i criteri della prima settimana.

art. 3

Assenze alla scuola dell’infanzia

In caso di assenza prolungata il genitore dovrà dichiarare la presunta data di rientro; qualora non pervenisse nessuna informazione in merito, dopo 2 mesi di assenza , in presenza di lista di attesa , l’alunno potrebbe perdere il diritto alla conservazione del posto; si garantisce anche la conservazione del posto in caso di ricoveri ospedalieri o malattie prolungate.

Se non è presente la lista d’attesa l’alunno conserva il posto nella sezione di appartenenza.

art. 4

Formazione delle classi nella scuola elementare

1. Le classi prime, nelle scuole con più sezioni parallele, sono formate con l’intento di garantire al massimo l’equilibrio qualitativo e quantitativo e di favorire il più possibile il mantenimento dei gruppi già formati nella scuola dell’infanzia.

2. La formazione delle classi prime tiene conto dei seguenti criteri:

a) suddivisione equa fra maschi e femmine;

b) parere delle insegnanti di scuola dell’infanzia;

c) elementi desunti dal “Documento di osservazione personale dell’alunno”;

d) equa distribuzione dei casi problematici.

3. Le richieste dei genitori sono prese in considerazione compatibilmente con i criteri indicati, in assenza di eventuale parere contrario delle insegnanti di scuola dell’infanzia.

4. Nelle classi parallele organizzate a modulo, assegnate allo stesso team di docenti, sono possibili scambi tra alunni, in base a criteri di equilibrio qualitativo e di funzionalità didattica, per iniziativa e valutazione esclusive dei docenti entro i primi due mesi di scuola.

5. Le iscrizioni alle classi seconde, terze, quarte, quinte oppure ad anno scolastico inoltrato rispettano il criterio dell’equilibrio numerico e sono disposte dal Capo d’Istituto sentito il parere dei docenti interessati. Le richieste specifiche delle famiglie sono tenute in considerazione compatibilmente con i criteri indicati.

6.I fratelli hanno diritto alla frequenza nello stesso plesso.

art. 5

Inserimento alunni in corso d’anno

  1. Gli alunni provenienti da scuole del territorio nazionale verranno inseriti nella classe di provenienza in base alle disponibilità numeriche indicate dal D.S. che valuterà la situazione delle singole classi con particolare attenzione ai casi di handicap e disagio.
  2. Gli alunni extracomunitari provenienti dai paesi di origine verranno inseriti in base alla classe di appartenenzae alle linee guida ex art. 45 del D.P.R. 394/99 che indicano non più di un anno di scarto con gli alunni della classe di inserimento e a seguito di accertamento delle competenze e di colloquio con apposita Commissione intercultura e/o con mediatore culturale se ritenuto necessario.

art. 6

Assegnazione dei docenti alle sezioni e alle classi

1. L’assegnazione dei docenti alle sezioni e alle classi spetta al Capo d’Istituto che tiene conto dei seguenti criteri:

a. continuità didattica

b. competenze professionali specifiche

c. esigenza di garantire la presenza, di norma, di almeno un titolare in ogni classe.

d. valutazione discrezionale del Capo d’Istituto in presenza di situazioni particolari e riservate

2. Le richieste personali dei docenti sono prese in considerazione compatibilmente con i criteri di cui ai punti a.b.c.d.

art. 7

Responsabilità delle famiglie

Qualora un alunno provochi danni ai materiali e/o alle strutture della scuolae quando sia certa e verificata la responsabilità dell’alunno stesso, la famiglia sarà chiamata a rispondere personalmente delle spese di riparazione o di sostituzione del materiale danneggiato.

art. 8

Vigilanza degli alunni

1. I docenti sono tenuti ad essere presenti nella sede scolastica 5 minuti prima dell’inizio delle lezioni al fine di vigilare sull’ordinato ingresso degli alunni e ad accompagnarli all’uscita al termine.

2. In caso di legittimo impedimento o di ritardo straordinario i docenti devono tempestivamente informare gli Uffici della direzione didattica che provvederà ad affidare al personale ausiliario l’incarico temporaneo di vigilanza.

3. I genitori degli alunni che necessitano del servizio prescolastico devono inoltrare richiesta scritta, con la documentazione attestante il proprio orario di lavoro.

4. Particolare vigilanza dovrà essere prestata dai docenti durante l’intervallo tra le lezioni, nella pausa dopo-mensa e durante le uscite didattiche.

art. 9

Ritardi ed uscite degli alunni

1. L’orario dell’entrata e dell’uscita degli alunni si deve considerare rigido. Gli alunni devono essere abituati alla più scrupolosa puntualità.

2. I ritardi non devono essere abituali ma assolutamente straordinari.

3. In caso di ritardi consistenti occorre che l’alunno sia accompagnato da un genitore o da un adulto delegato e giustificato dal Capo d’Istituto.

4. Sono vietate di norma, le uscite pomeridiane anticipate per partecipare ad attività extrascolastiche.

5. I genitori possono straordinariamente ritirare in anticipo i propri figli per inderogabili esigenze esposte, in forma orale o scritta,ai docenti della classe.

6. Gli alunni si possono rilasciare esclusivamente ai genitori o a persone adulte espressamente da loro delegate per iscritto. La delega può essere temporanea o permanente.

art. 10

Intervallo tra le lezioni e uso degli spazi

1. L’intervallo antimeridiano fra le lezioni dura15 – 20 minuti.

2. Esso è organizzato secondo le esigenze di ciascuna classe, in considerazione dell’età degli alunni e dei tempi di attenzione, tenendo conto della necessità di non recare disturbo o intralcio all’attività delle altre classi.

3. Durante l’intervallo i docenti devono richiedere agli alunni il rispetto dell’orario e di un comportamento ordinato e disciplinato.

4. Gli spazi consentiti sono:

a. l’aula, se sufficientemente capiente

b. il corridoio, entro i limiti determinati dal numero degli alunni

c. la palestra

d. l’area cortiva, in presenza di condizioni climatiche favorevoli

5. E’ vietato l’uso esterno e incontrollato degli attrezzi della palestra che possono arrecare danno alle persone, agli arredi, alle strutture

art. 11

Assegnazione delle aule e uso degli spazi

1. L’assegnazione delle aule avviene sulla base della proposta del Consiglio di Interclasse di plesso che valuta le esigenze complessive di utilizzazione degli spazi sulla base dei seguenti auspicabili criteri:

a. le classi del 1. ciclo e con alunni portatori di handicap motorio, nei plessi in cui non esiste l’ascensore, sono situate ai piani inferiori

b. le classi parallele o a modulo sono collocate possibilmente,in aule contigue

c. l’ampiezza dell’aula dovrà essere proporzionale al numero degli alunni

2. Gli spazi diversi dall’aula sono individuati e destinati all’ uso più idoneo concordato dai docenti. Tali spazi sono visualizzati in una mappa e corredati da orari di utilizzo da parte delle varie classi.

art. 12

Uso dei locali scolastici

1. I locali scolastici, previa delibera del Consiglio di Circolo, possono essere utilizzati al di fuori dell’orario scolastico da Enti, Associazioni purché l’uso non sia finalizzato a scopi di lucro, sia compatibile con le finalità formative e culturali della scuola e sia prioritariamente destinato ad attività rivolte agli stessi alunni.

2. I rappresentanti dei genitori eletti negli Organi Collegiali possono richiedere l’uso dei locali per assemblee scolastiche, previa richiesta scritta al Capo d’Istituto, contenente gli argomenti posti all’ordine del giorno.

3. Sono autorizzate dal capo d’Istituto le richieste d’uso dei locali provenienti direttamente dall’Amministrazione Scolastica e dall’Ente Locale.

4. La pulizia dei locali per le attività fuori dall’orario di servizio del personale ausiliario è a carico del richiedente.

5. La responsabilità per il corretto uso dei locali, degli arredi e delle attrezzature è a carico dei richiedenti.

art. 13

Accesso e orari di apertura e di chiusura degli edifici scolastici

1. Le modalità di accesso per il pubblico, l’apertura e la chiusura degli edifici scolastici sono regolamentati da appositi orari.

2. Le porte di accesso degli edifici sono sotto la responsabilità del personale ausiliario.

3. Il cancello di accesso agli automezzi è riservato al personale scolastico e ai mezzi autorizzati.

4. L’ apertura e la chiusura degli edifici è a carico del personale ausiliario e fuori dall’orario di servizio di tale personale è a carico del responsabile autorizzato all’uso dei locali scolastici.

5. Durante le ore di lezione i portoni di accesso devono rimanere chiusi. I genitori non possono accedere alle aule se non per straordinarie esigenze.

art. 14

Distribuzione dei materiali di propaganda

1. Il materiale informativo fornito da Ente Locale, USL, Istituti, Associazioni, Gruppi sportivi ecc. può essere distribuito solo dopo essere stato visionato dal Capo d’Istituto, sulla base di una valutazione sul carattere attinente con le finalità educative della scuola. L’Ufficio di Segreteria provvede a trasmettere i materiali ai docenti per la distribuzione agli alunni.

2. La distribuzioneagli alunni di inviti e avvisi di valore educativo e di materiali informativi deve essere estremamente limitata. A tale scopo deve essere preferito l’usodella bacheca o quello di un manifesto da affiggere nell’atrio della scuola.

3. E’ fatto divieto di distribuzione, entro i confini dell’edificio scolastico, di materiale pubblicitario di qualsiasi natura o, comunque, sprovvisto del preventivo assenso del Capo d’ Istituto.

art. 15

Intervento di esperti nella scuola

1. E’ resa possibile la presenza di esperti nella scuola se espressamente indicati all’interno di un progetto didattico approvato dal Collegio dei docenti.

2.La presenza di esperti nella scuola deve assumere carattere di occasionalità.

3. L’intervento dell’esperto, assumendo carattere di consulenza, non può essere attuato sistematicamente né solleva l’insegnante dalla responsabilità della conduzione delle attività promosse

3. L’autorizzazione formale spetta al Capo di Istituto, sulla base di richiesta scritta da parte dei docenti e dell’esperto consultato.

art. 16

Raccolta di denaro nella scuola

1. I docenti possono raccogliere somme di denaro nella scuola solo se espressamente previste da apposite Circolari trasmesse dagli organi gerarchici competenti.

2. Il Consiglio di Circolo fissa una quota annuale forfettaria da richiedere alle famiglie come contributo parziale alle spese sostenute per gli alunni, per la migliore realizzazione del Piano dell’offerta formativa.

3. Non è ammessa, in alcun caso, la gestione di somme di denaro fuori bilancio.

art. 17

Assegnazione compiti a casa

1. I compiti siano assegnati con flessibilità e modalità diversificate,a seconda che si tratti di classe a tempo pieno o a tempo modulare, tenendo conto degli stili e dei ritmi di apprendimento degli alunni;

2. Particolare attenzione sia rivolta alla determinazione quantitativa dei compiti durante i periodi di sospensione dell’attività didattica, connessi alle festività previste dal Calendario Scolastico;

3. Analoga attenzione sia rivolta nel rispettare lo spazio temporale concordato per la presentazione dei compiti, evitando, di norma, l’assegnazione per il giorno successivo;

4. Si raccomanda ai docenti di valutare dettagliatamente i carichi di lavoro e la loro distribuzione settimanale.

art. 18

Gestione dei materiali didattici e delle biblioteche

1. L’uso dei materiali didattici e delle biblioteche è consentita ad ogni docente e ad ogni classe secondo orari e turni stabiliti.

2. Il prelievo dei libri e dei materiali didatticiva annotato e sottoscritto su un apposito registro. Il consegnatario è responsabile dell’oggetto fino alla restituzione.

3. Docenti ed alunni devono aver curadei materiali didattici, devono usarli in modo corretto econservarli dopo l’uso.

art. 19

Modalità di comunicazione con i genitori

1. Le comunicazioni con i genitori possono avvenire tramite circolari spedite ai loro domicili, avvisi scritti sul diario degli alunni e, in caso di urgenza, attraverso telefonate.

2. Le convocazioni vanno inviate, di norma, almeno cinque giorni prima della data prevista dell’incontro.

3. I genitori possono chiedere colloquio ai docenti della classe, previo accordo verbale o scritto.

art. 20

Assemblee sindacali e scioperi

1. I Docenti hanno diritto, sulla base della normativa vigente, ad utilizzare fino ad un massimo di 10 ore annuali per la partecipazione ad assemblee sindacali autorizzate, per un massimo di due ore per volta.

2. I Docenti che intendono partecipare alle assemblee sono tenuti a comunicarlo tempestivamente in Direzione e ad avvisare per iscritto le famiglie degli alunni sulle conseguenti variazioni dell’orario scolastico.

3. In caso di indizione di sciopero del personale scolastico, il Capo d’Istituto informa, mediante comunicazione scritta, le famiglie degli alunni e provvede a garantire i servizi minimi essenziali previsti per legge, essendone il responsabile.

4. I Docenti possono comunicare all’ Ufficio di direzione la propria intenzione di non aderire all’iniziativa di sciopero.

5. In ogni caso è opportuno che i genitori vigilino sull’evoluzione delle manifestazioni di sciopero, in modo da contribuire alla massima tutela dell’incolumità degli alunni.

art. 21

Modalità di convocazione e svolgimento delle assemblee

NORME COMUNI

1. La convocazione degli OO.CC. deve essere disposta con congruo anticipo – di massima non inferiore a 5 giorni – rispetto alla data delle riunioni. In caso di urgenza l’avviso di convocazione può essere fatto pervenire alle varie componenti 48 ore prima dell’ora fissata per la seduta.

2. L’avviso di convocazione deve indicare l’argomento da trattare nella seduta dell’organo collegiale e deve essere affisso all’albo della direzione e dei plessi.

3. Di ogni seduta dell’organo collegiale viene redatto processo verbale, firmato dal presidente e dal segretario, steso su un apposito registro a pagine numerate.

4. Di norma ogni seduta dell’organo collegiale non dovrà superare le due ore di durata e sarà aperta con la lettura e l’approvazione del verbale dell’incontro precedente.

COLLEGIO DEI DOCENTI

1. Il Collegio dei Docenti viene convocato dal Dirigente o su richiesta di due terzi dei docenti che ne facciano richiesta, con cadenza stabilita dal calendario di utilizzazione delle ore di attività funzionali all’insegnamento oppure, in via straordinaria, per particolari motivi di urgenza.

2. Per ogni argomento all’ordine del giorno ogni membro del Collegio ha diritto ad un intervento che, di norma, non deve superare la durata di 5 minuti e ad un’eventuale replica.

3. La maggioranza degli appartenenti al Collegio può richiedere variazioni sulla successione degli argomenti previsti.

4. Su richiesta di uno o più partecipanti all’incontro collegiale la votazione può avvenire per appello nominale.

5. E’ facoltà di ciascun membro presentare mozioni e ordini del giorno e chiedere il pronunciamento del Collegio

6. La partecipazione alle riunioni del Collegio Docenti è da ritenere prioritaria rispetto ad altre attività o iniziative di ordine professionale.

CONSIGLIO DI CIRCOLO

1. Il Consiglio di Circolo si riunisce su convocazione formale scritta del Presidente.

2. Alle sedute possono essere invitati, a titolo consultivo, esperti o specialisti che operano nell’ambito scolastico.

3. Alle sedute possono assistere, tranne quando siano in discussione argomenti che riguardano persone, insegnanti, genitori, personale ausiliario, membri del Consiglio comunale e degli organismi del decentramento amministrativo, senza diritto di parola.

4. I membri eletti decadono dalla carica e sono surrogati dopo tre assenze consecutive non giustificate.

CONSIGLIO DI INTERCLASSE

1. Il Consiglio di Interclasse viene convocato dal Dirigente secondo la cadenza prevista dalla normativa vigente, almeno ogni due mesi e sulla base degli argomenti di competenza.

2. Esso è articolato, di norma, per classi parallele, avendo come finalità fondamentale l’esame e l’approvazione della programmazione didattica elaborata dai docenti e la verifica periodica dell’andamento complessivo dell’attività educativa e didattica.

3. Il Consiglio potrà articolarsi funzionalmente per cicli o per plesso, nel caso in cui sia richiesto dall’esigenza di trattare progetti specifici o tematiche di interesse comune, riferiti a tali ambiti. Di tale articolazione sarà fatta preventiva menzione nel relativo avviso di convocazione.

ASSEMBLEA DEI GENITORI

1. Per quanto l’Assemblea dei genitori non sia assimilabile alla categoria degli Organi Collegiali formalmente previsti, il Collegio dei Docenti, nell’ambito delle opportunità didattiche e all’interno del processo di collaborazione scuola – famiglia, delibera un monte ore annuo tra le attività funzionali all’insegnamento, previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, da dedicare alle assemblee di classe.

2. I Genitori, qualora ne ravvisino la necessità, possono richiedere l’indizione di assemblee di classe autonomamente gestite. In tal caso il rappresentante di classe, eletto nei Consigli, richiede per iscritto al direttore didattico l’autorizzazione ad utilizzare i locali scolastici, esplicitando i motivi della richiesta da inserire all’ordine del giorno dell’incontro.

3. Durante le assemblee di classe i bambini non possono rimanere né liberi né incustoditi nei locali scolastici.

art. 22

Calendario delle riunioni

1. Il COLLEGIO DEI DOCENTI si riunisce secondo un calendario di massima approvato ad inizio anno scolastico, fatti salvi gli incontri determinati da motivi straordinari o di particolare urgenza.

2. Il CONSIGLIO DI CIRCOLO si riunisce secondo una scansione determinata dalle necessità amministrative e, pertanto, le convocazioni sono operate di volta in volta dal Presidente del Consiglio stesso, sentite le esigenze segnalate dalla Giunta Esecutiva, convocata in precedenza.

3. Il CONSIGLIO DI INTERCLASSE si riunisce, al completo delle componenti, normalmente una volta al bimestre. Il Consiglio, nella componente solo docenti, articolato per classi parallele, ciclo, modulo o plesso, può essere riunito ogni volta che sia necessario per il buon funzionamento della scuola.

4. LeASSEMBLEE DI CLASSE sono convocate periodicamente dai Docenti nell’ambito delle ore annue previste oppure, oltre tale limite, se e quando ritenute necessarie al buon funzionamento della classe. Può essere convocata l’assemblea di soli genitori, con le modalità previste dal precedente articolo, ogni qualvolta se ne ravvisi la necessità.

art. 23

Pubblicizzazione degli atti

1. Convocazioni e delibere con rilevanza esterna sono opportunamente pubblicizzate attraverso l’esposizione all’ Albo della direzione didattica e dei plessi e affissione alla bacheca degli insegnanti e dei genitori.

2. I verbali degli Organi Collegiali, contenuti in appositi registri numerati, depositati presso la Direzione Didattica, sono a disposizione per la consultazione di chi ne faccia richiesta secondo le procedure previste dalla L. 241/’90, riguardante la “trasparenza degli atti amministrativi.

3. Le convocazioni formali degli organi collegiali avverranno con congruo anticipo, tranne che nei casi di straordinaria ed assoluta urgenza, rispetto ai giorni previsti per gli incontri e le assemblee.

4. Secondo quanto previsto dalla “Carta dei Servizi Scolastici”, i genitori possono richiedere copia della Carta stessa, del “Piano dell’Offerta Formativa”, della “Programmazione Educativa” o delle “Programmazioni Didattiche” e del presente “Regolamento di Circolo” avanzando formale richiesta alla Direzione didattica e versando la prevista quota per le spese di duplicazione degli atti.

art. 24

Procedure dei reclami

1. I reclami, relativi ad aspetti del servizio scolastico, sono indirizzati al Capo d’Istituto. Essi possono essere espressi in forma orale o scritta e devono contenere generalità, indirizzo e reperibilità del proponente.

2. Il Capo d’Istituto, nel caso di comportamenti e fatti riguardanti persone che operano nella scuola, ne dà conoscenza agli interessati e risponde in forma scritta entro e non oltre 15 giorni.

3. Non sono presi in considerazione i reclami anonimi.

art. 25

Gestione del sistema di qualità dei servizi amministrativi

  • Il Circolo è impegnato a perseguire una politica rivolta alla progressiva e crescente qualità del servizio sia didattico che amministrativo.
  • Il personale Ausiliario, Tecnico ed Amministrativo è tenuto a seguire e ad applicare i principi e le procedure previsti all’interno delsistema e riassunti nelle procedure del Circolo

art. 26

Divieto assoluto di fumo

1. Al fine di tutelare idonee condizioni igienico-sanitarie per gli alunni e per gli operatori e in coerenza con obiettivi fondamentali di prevenzione dei danni provocati dal tabagismo e di educazione alla salute, è fatto divieto assoluto di fumo nei locali degli edifici scolastici.

Art. 27

Tutela privacy alunni

1. Al fine di tutelare il diritto alla privacy degli alunni, all’inizio dell’anno scolastico, sarà distribuito ai genitori un modello tramite il quale gli stessi esprimeranno il loro consenso o dissenso a tutte le forme di pubblicazione di foto e riprese dei loro figli; l’indicazione data dalle famiglie sarà vincolante per le docenti in ordine ai comportamenti da seguire nelle diverse situazioni indicate dal modulo compilato.

REGOLAMENTO DI DISCIPLINA

Art. 27

Ai sensi dell’art.3 del D.P.R. 24.6.1998 n°249, gli studenti:

  • sono tenuti a frequentare regolarmente le lezioni e ad assolvere gli impegni scolastici
  • sono tenuti ad avere nei confronti del capo di istituto, dei docenti,del personale tutto della scuola e dei loro compagni lo stesso rispetto, anche formale, che chiedono per se stessi
  • sono tenuti a mantenere nell’esercizio dei loro diritti e nell’adempimento dei loro doveri, un comportamento corretto e coerente con i principi dell’art. 1 del D.P.R. 24.6.1998 n° 249 (REGOLAMENTO DI DISCIPLINA DEGLI ALUNNI)
  • sono tenuti a rispettare le disposizioni organizzative e di sicurezza dettate dai regolamenti scolastici in relazione a quanto indicato dalle/dai docenti
  • sono tenuti ad utilizzare correttamente le strutture e i sussidi didattici e a comportarsi nella vita scolastica in modo da non arrecare danni al patrimonio della scuola nel rispetto delle regole esplicate e condivise
  • sono coinvolti nella responsabilità di rendere accogliente l’ambiente scolastico e ad averne cura come importante fattore di qualità della vita nonché di crescita e di benessere della persona

SANZIONI

  • la responsabilità disciplinare è in primis delle famiglie
  • nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato invitato ad esporre le proprie ragioni
  • le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate all’infrazione, comunicate e condivise con la famiglia, motivate all’alunno. Esse tengono sempre conto della situazione personale dello studente e della situazione sociale della famiglia

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